Bailo Landscape Museum

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L’Ex Bailo ha i tratti di una grande architettura dismessa all’interno di un paesaggio naturale dotato di un forte carattere selvaggio.


La sua dimensione fuori scala rispetto l’abitato di Pieve Tesino, la rendono un’astronave appoggiata al suolo. Osservandola nel silenzio della sera, lontana dal paese, immersa nel buio, questa appare come qualcosa in bilico tra la partenza, e la definitiva appartenenza anomala al paesaggio. Il progetto lavora sulla forza della solitudine del corpo costruito, ne chiude la forma in una pelle spessa di calcestruzzo, conci orizzontali si sovrappongono costruendo una stratigrafia rocciosa artificiale, in alzati afoni e densi.
Il risultato è un corpo compatto e ambiguo, una rinuncia alla composizione per elementi singoli, come se basamento, corpo e coronamento si fondessero in uno spesso guscio con poche orientate finestre di relazionali. La copertura – il quinto prospetto dell’edificio – subisce un’alterazione formale, come affossata dalle linee di pendenza delle montagne tutto intorno, si piega disegnando un incavo, produce uno spazio radiocentrico, dove abitare e osservare il paesaggio alpino.
L’astronave industriale della Ex Bailo, si riorganizza dentro al guscio come un sistema di piani espositivi, qui si tagliano i solai, si innestano le rampe definendo i nuovi movimenti interni. Poi un racconto mobile del paesaggio montano, fino a salire alla fine del percorso, - compressione interna, poi dilatazione nel paesaggio - per sostare immersi nel Museo reale, seduti in attesa sui gradoni radiocentrici della conca archetipo a cielo aperto.

Project description
Reconversion of the former Bailo in landscape museum

Location
Pieve Tesino, Trento, Italyy

Client
Finanziaria Valsugana Spa

Lead Architect
SCAPE

Associated Architect
DEMOGO studio di architettura

Landscape
GSA associati

Structural engineering
Marcello Colsanti

Bioclimatic
Cristina Garavelli

Chronology
2012 restricted Competition 5th prize ex-aequo

Building Area
55.000 m3

Budget
10.000.000 €

The first stage was to strengthen the value of objects, making it stereometric. The addition of volume allowed closing it within a square prism: a primary geometric shape as a work of Land Art. The location of the building was in the center of the orography of the valley, thus the roof became an element of dialogue with the landscape, a fifth facade. Deformation of the cover through a spherical subtraction transformed it into a mold of empty content from the mountains, the conclusion of the contours of the valley. The second stage of the competition was to design the conversion of the industrial building into a multipurpose cultural center of nature and landscape. The competition offered a rare opportunity for museums or exhibitions: a museum typically contains works to be exhibited, but in this case the work of art surrounds the museum itself, which is embedded in it. The objective of the design was to take advantage of this specific feature and conceive the Cultural Center as an instrument through which to observe and enjoy the natural surroundings.

L’Ex Bailo ha i tratti di una grande architettura dismessa all’interno di un paesaggio naturale dotato di un forte carattere selvaggio.


La sua dimensione fuori scala rispetto l’abitato di Pieve Tesino, la rendono un’astronave appoggiata al suolo. Osservandola nel silenzio della sera, lontana dal paese, immersa nel buio, questa appare come qualcosa in bilico tra la partenza, e la definitiva appartenenza anomala al paesaggio. Il progetto lavora sulla forza della solitudine del corpo costruito, ne chiude la forma in una pelle spessa di calcestruzzo, conci orizzontali si sovrappongono costruendo una stratigrafia rocciosa artificiale, in alzati afoni e densi.
Il risultato è un corpo compatto e ambiguo, una rinuncia alla composizione per elementi singoli, come se basamento, corpo e coronamento si fondessero in uno spesso guscio con poche orientate finestre di relazionali. La copertura – il quinto prospetto dell’edificio – subisce un’alterazione formale, come affossata dalle linee di pendenza delle montagne tutto intorno, si piega disegnando un incavo, produce uno spazio radiocentrico, dove abitare e osservare il paesaggio alpino.
L’astronave industriale della Ex Bailo, si riorganizza dentro al guscio come un sistema di piani espositivi, qui si tagliano i solai, si innestano le rampe definendo i nuovi movimenti interni. Poi un racconto mobile del paesaggio montano, fino a salire alla fine del percorso, - compressione interna, poi dilatazione nel paesaggio - per sostare immersi nel Museo reale, seduti in attesa sui gradoni radiocentrici della conca archetipo a cielo aperto.

Project description
Reconversion of the former Bailo in landscape museum

Location
Pieve Tesino, Trento, Italyy

Client
Finanziaria Valsugana Spa

Lead Architect
SCAPE

Associated Architect
DEMOGO studio di architettura

Landscape
GSA associati

Structural engineering
Marcello Colsanti

Bioclimatic
Cristina Garavelli

Chronology
2012 restricted Competition 5th prize ex-aequo

Building Area
55.000 m3

Budget
10.000.000 €

The first stage was to strengthen the value of objects, making it stereometric. The addition of volume allowed closing it within a square prism: a primary geometric shape as a work of Land Art. The location of the building was in the center of the orography of the valley, thus the roof became an element of dialogue with the landscape, a fifth facade. Deformation of the cover through a spherical subtraction transformed it into a mold of empty content from the mountains, the conclusion of the contours of the valley. The second stage of the competition was to design the conversion of the industrial building into a multipurpose cultural center of nature and landscape. The competition offered a rare opportunity for museums or exhibitions: a museum typically contains works to be exhibited, but in this case the work of art surrounds the museum itself, which is embedded in it. The objective of the design was to take advantage of this specific feature and conceive the Cultural Center as an instrument through which to observe and enjoy the natural surroundings.

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